venerdì 29 aprile 2011
IPOCRISIA ASSOLUTA
mercoledì 27 aprile 2011
UNA DOMANDA SEMPLICE
martedì 26 aprile 2011
LA RICETTA DEL MESE: BOLLETTA MOSTRUOSA
Prendete un'azienda pubblica. Riempitela di addetti usando le vostre conoscenze o gli interessi di partito. Lasciate a lievitare per tre anni.
A parte predisponete una serie di accordi con fornitori nazionali di gas e luce. Aggiungete inflazione e, prevedibile quanto inaspettata, una buona manciata di crescita dei prezzi.
Mescolate con energia fino a che non diventi una palla ingovernabile.
Estraete dal freezer il consiglio d'amministrazione, fatelo scongelare con il forno a microonde. Mettetegli davanti il bilancio in rosso.
Aggiungete al consiglio d'amministrazione tre o quattro dirigenti bancari, mescolate bene insieme al bilancio.
Quando il tutto sta per impazzire come la maionese prendete un grosso mazzo di clienti e mandategli delle bollette triplicate rispetto ai consumi effettivi.
Fate attenzione: i clienti saltati in padella tendono a esplodere come i pop-corn.
Coprite la padella con un coperchio fornito dalla stampa locale poi congelate rapidamente il tutto.
Osservate che il bilancio cambia colore, variando verso il grigio-verde, e il consiglio d'amministrazione sembra sorridere (banchieri inclusi).
Ripetete l'operazione ogni sei mesi, in fase di bilancio preventivo e conclusivo.
Servite caldo, accompagnando il tutto con un fiasco di clienti congelati.
Bon Appetit !
sabato 23 aprile 2011
VISTO DA MARTE
Pochi giorni fa in Sardegna un giudice ha condannato un cinquantenne a 1 anno di reclusione e 25mila euro di risarcimento per avere toccato il sedere di un'amica. Non conosco i fatti, non conosco gli antefatti, non so quale dose di aggressività sia stata eventualmente posta nell'atto. Non so nulla, ma sono sbalordito. Il rispetto, ovviamente, è dovuto. Sappiamo però anche bene che tra amici il contato fisico è, spesso, dimostrazione stessa dell'amicizia. I ragazzini si prendono a botte, gli amici si abbracciano e si baciano, il contatto fisico è, evidentemente, interiorizzato come apertura e assenza di difese. Tra amici, si intende. Da coetaneo del reo appartengo ad una generazione che ha vissuto la liberazione sessuale degli anni '70, e ammetto che l'appartenenza a questa categoria possa essere un'aggravante generica. Ma ritengo anche che oltre al rispetto dovuto sia necessario un po' di "granu salis" nell'affrontare le tematiche. Tutto iniziò una ventina d'anni fa quando i marmocchi iniziarono a minacciare i genitori che, in caso di sberla, avrebbero chiamato Telefono Azzurro per denunciarli. Minacce spesso poste in atto, con relativi percorsi giudiziari dei genitori. Poi fu proibita la reprimenda ai maestri di scuola e persino i sergenti dell'esercito vennero obbligati a dare del Lei alle reclute. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: l'eccesso di "correttezza politica" ha portato ad uno sbandamento consistente della società sotto il profilo educativo e comportamentale. Il rispetto del corpo delle donne è una cretinata: il rispetto va dato alla Persona, cosa che include il suo corpo, ma non può essere distinto e separato. Credo di avere accarezzato decine di amiche senza mancar loro di rispetto. Certo: c'è modo e modo e, ripeto, non conosco come si siano svolti i fatti che hanno portato ad una sentenza come quella di cui ho scritto all'inizio. Ma 1 anno di carcere per una mano sul sedere, a colpo d'occhio, mi sembra un'assoluta esagerazione.
http://paroladiborz.blogspot.com/
giovedì 21 aprile 2011
QUEL TRENO PER YUMA
mercoledì 20 aprile 2011
LA FORZA DELLA COERENZA
Straordinario, come un acrobata del circo nazionale cinese ! Il Ministro Romani passa dall'improrogabile necessità dell'energia nucleare al pieno sostengo di quella "verde".
E Tremonti, felice come un agnello pasquale in mano ad un vegetariano, afferma di rimando "sosteniamo la Green Economy con gli Euro Bond", che tradotto significa "risparmiamo 10 miliardi di euro e addebitiamo il conto all'Europa."
In questo funambolico esercizio del potere emerge chiara e sconcertante una sola cosa: il PDL, e in generale il governicchio italico, non ha, non ha mai avuto e non sa cosa sia, una Politica energetica nazionale.
Per fortuna, in quest'assenza, è coerente. Non ha una politica economica di sviluppo, non ha una politica culturale, non ha una politica di sistema sanitario o educativo…
insomma non ha una politica che dir si voglia.
lunedì 18 aprile 2011
La Passione e Hare Krishna
Chiunque abbia incrociato un gruppo di Hare Krishna sa che i fedeli cantano, sorridono e danzano per lodare il creatore delle cose e della vita. E' un bel modo per dire grazie alla propria divinità.
Diversamente le religioni monoteiste sono cupe, sature di sensi di colpa, traboccanti di fiamme, torture e penitenze eterne anche per il solo aver pensato di peccare.
Da un lato la gioia di vivere, e di esserci, dall'altro l'oppressione della sottomissione a un dio bizzarro e crudele.
Forse è una questione di clima: i monoteismi nascono in regioni desertiche e aride.
Forse una questione di alimentazione: i padri delle diverse chiese avevano diete dannose, Lutero soffriva di stipsi ostinata e di emorroidi e generalmente parlando i dispeptici e i colitici non sono tipi allegri.
Clima e alimentazione, certo, incidono: i polinesiani che si nutrivano di pesce e cocco erano allegri, i messicani che avevano una dieta a base di mais e fagioli erano tristi e cattivi. Adesso entrambi mangiano surgelati e guardano la tv con sguardi inebetiti….
Il dramma, però, è che lo scimmione umano ha cercato per millenni risposte a ciò che non conosceva e non capiva dando a tutto il nome di "dio", attribuendogli caratteristiche talmente antropomorfiche da renderlo persino grottesco, tanto che Stendhal scrisse che "dio ha la sola giustificazione di non esistere".
Stasera la7 presenta la "Passione" di Mel Gibson: bel film (bel mattone in aramaico e latino) che mi pone una semplice domanda. Perché un dio di bontà non si è limitato a portare saggezza e sorriso, pietas e compassione alle proprie creature? Mah … Hare Krishna a tutti !
sabato 16 aprile 2011
minima moralia
venerdì 15 aprile 2011
Arte, Filosofia & Scienza
"E' da idee considerate devianti e marginali che nasce il nuovo".
Così scrive Edgar Morin, 90enne "guru" della filosofia olistica francese. Nessun cambiamento, ovviamente, può derivare dalla riedizione di cose note, dalla ripetizione dell'usuale, dal seguire il certo trascurando l'incerto. Tanto meno nulla di nuovo può derivare dall'imitazione fine a sé stessa. Né in arte né in scienza né in filosofia l'ovvio ha mai portato ad un cambiamento. Si respira un po' d'aria nuova, quasi olistica, quando osserviamo che nella scienza Fisica e Chimica sono sempre più considerate discipline integrate, due "fenomeni" dello stesso "noumeno" per dirla kantianamente e che entrambe, chimica e fisica, l'una mediante le interazioni dei processi e l'altra mediante le interazioni dinamiche, tentano di dare risposta a quesiti finora considerati specifici territori di indagine filosofica.
Scienza e filosofia giungono a conclusioni prossime, che potremmo riassumere nell'assunto che "non esiste alcun concetto di realtà indipendente dalle descrizioni e dalle teorie", ovvero "differenti teorie possono descrivere in modo soddisfacente lo stesso fenomeno mediante strutture concettuali divergenti".
In sostanza l'antico problema gnoseologico ed epistemologico si fonde nel principio per cui tutto quello che possiamo percepire, conoscere e dire della realtà dipende dalla interazione tra i nostri modelli e ciò che sta fuori di noi, e che conosciamo grazie alla forma dei nostri organi percettivi e del nostro cervello.
La "mediazione culturale", ovvero la struttura concettuale individuale o sociale, è principio orientante l'interazione con l'esterno.
E qui il compito dell'Arte. L'Arte come modello interpretativo, l'arte come modalità rappresentativa, come schema percettivo, capace di promuovere una diversa interazione, individuale e sociale, con la realtà.
Arte, Chimica, Filosofia e Fisica intese non come elementi distinti ma come parti del prisma attraverso cui cerchiamo di osservare, addirittura comprendere, la realtà
giovedì 7 aprile 2011
Cervello lepre, mente tartaruga
"Il cervello lepre e la mente tartaruga" era il titolo di un interessante libro di Guy Clasxton. La tesi, oggi base di accurate ricerche scientifiche, è che il cervello sappia e agisca immediatamente, lasciando all'elaborazione mentale un criterio di consapevolezza che è successivo alla azione, non determinante l'azione.
Il tema non è per nulla banale, anzi è centrale nella definizione della "personalità", del libero arbitrio, della coscienza e della responsabilità individuale.
Ma, come ben scritto da Capra ne "Il tao della fisica", la scoperta occidentale è in ritardo di un paio di millenni rispetto all'intuizione orientale.
La meditazione orientale parte dall'assunto per cui solo l'eliminazione dei pensieri migliora la comprensione; nelle parole attribuite al Cristo "il paradiso è dei poveri di spirito" è implicita l'affermazione per cui per immergersi nel trascendente, per sentirsene partecipi, il pensiero e le sue articolazioni sono una zavorra, non un aiuto.
Un celebre motto buddhista recita "non cercare una soluzione, ricordala", come a dire che nella mente sono già presenti le risposte, mentre il pensiero volontario o cosciente stenta a trovarle.
In parole povere ciò che noi occidentali chiamiamo individuo, con tutto il carico di responsabilità soggettiva che gli attribuiamo, sarebbe una manifestazione dell'evoluzione in cui la biochimica neuronale disporrebbe già in origine di processi reattivo-adattativi alle circostanze esterne, processi che solo successivamente, soprattutto grazie alla capacità rappresentativa del linguaggio, tendiamo ad assumere come "pensieri soggettivi". Il cervello agisce, la mente registra e rappresenta. Il cervello opera comunque, inconsciamente, e la mente si attribuisce la "responsabilità" dell'azione grazie all'elaborazione del linguaggio che è , nella sua essenza, rappresentazione .
D'altra parte qualcuno scrisse "in principio era il Verbo".
domenica 3 aprile 2011
LA METAMOFROSI DEI BARBARI
Una volta riconoscere i barbari era facile. Indossavano pelli animali, copricapo con le corna, avevano movenze goffe, erano inutilmente aggressivi e cattivi. Facile. Distinguevi un "cives romanus" da un barbaro a miglia e miglia di distanza. Poi è accaduto qualcosa, come una metamorfosi kafkiana.
I barbari hanno tra i loro capi un mezzo paralitico che si esprime per perifrasi: "Foera di ball" è una delle sue preferite. Tra gli accoliti barbari un altro il 31 marzo scorso, in netto anticipo sul primo d'aprile e in ritardo sul carnevale, ha rivolto un gentil pensiero ad una collega diversamente abile affermando "non fate parlare quella handicappata del cazzo!". Strano che non si riferisse al suo capo, che un po' handicappato lo è anche lui.
I nuovi barbari praticano sport estremi e innovativi, uno dei più rischiosi si chiama "figurine" e si pratica tirando le tessere parlamentar contro l'opposizione o verso il presidente della Camera.
I nuovi barbari praticano il "calcio arretrato", dando pestoni ai giornalisti scomodi a cui volgono le spalle, imitano le foche in calore urlando "bravo! bravo", esprimono con chiarezza il dissenso, con l'efficace e onnicomprensiva locuzione "vaffankulo" .
I nuovi barbari, come gli antichissimi e nobili Cretesi, praticano l'arte della menzogna per mettere alla prova l'intelligenza degli interlocutori: tra i più noti paradossi citiamo a memoria: "ridurremo le tasse", "taglieremo le tasse", "faremo un'area no-tax", "costruiremo un campo da golf", "compro una villa", "costruiremo un Casinò" e "mai pagato una donna in vita mia".
I nuovi barbari amano l'idraulica sopra ogni cosa, tanto da eleggere le proprie rappresentanti tra le più valide esperte in pompe e affini.
Vestono bene, i nuovi barbari. Sono quasi sempre tirati a lucido. E anche i loro sostenitori, quando li vedi, non li immagineresti così vicini ai loro gusti: gente sobria, di età, appartenenti alla classe media, sembrano ben pensanti, poi li vedi, con i giornali di barbari che fanno capolino dalle tasche delle giacche, o disinvoltamente aperti sul tavolino del bar, e ti confondi.
Perché i nuovi barbari sembrano persone per bene, mentre i civili "cives romanus" hanno barboni incolti, sguardi feroci, si aggregano saltellando nelle piazze, sono sempre a protestare.
Il mondo sottosopra, i barbari al potere, i colti e civili romani in un angolo a protestare.